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Concorsi, Saggi e altri “Business”

Qualche tempo fa ho affrontato l’argomento Concorsi e Saggi nel mondo della Danza.

Pur avendone illustrato gli aspetti positivi che caratterizzano questi particolari eventi, ho voluto lanciare una riflessione su quella che potrebbe essere l’altra faccia della medaglia (Leggi > I Concorsi di Danza (parte 1) e I Saggi di Danza (parte 1) )

Sono stata autorizzata alla pubblicazione di uno dei tanti commenti ricevuti in merito ai sopracitati articoli, riportandolo integralmente:

Ultimamente vedo, sempre più frequentemente, che si organizzano in ogni parte d’Italia concorsi di danza che terminano con premiazioni a base di targhe, coppe e trofei di ogni foggia.

Vengo spesso contattata per aderire con la mia scuola a tali concorsi ma il mio rifiuto a parteciparvi è dettato dal mio non interesse a questo business inutile. 

Le premiazioni di questi eventi mi imbarazzano; essendo cresciuta con la teoria che la danza è un’arte non capisco tali trofei che solitamente dovrebbero essere designati agli sportivi, altra cosa è che tutti vengono premiati anche con una “semplice” medaglia come succede nelle migliori e umanissime bocciofile.

Si vedono concorsi con bambinette persino di 6-7 anni abbigliate nell’attesa con costosissime tute, scaldapiedi e borsoni più grandi di loro, il tutto firmato col logo della scuola, accompagnate da genitori stanchi ma felici di portare le loro ballerine all’ennesima esibizione di successo nonostante i lunghissimi viaggi per l’Italia.

Alcune scuole di danza hanno la “Vetrina dei Trofei “ dove in bella mostra luccicano tali traguardi che la scuola ha ottenuto portando per mezzo Paese coreografie mediocri , e anche se i portafogli dei genitori piangono, tutti tornano contenti ed esultanti nel sentirsi vincitori di non so che…

Mi è capitato di avere genitori che mi chiedessero quando iniziavo a far fare le gare alla loro pargola visto che l’amichetta di 8 anni nell’altra scuola aveva già vinto 3 coppe e 2 medaglie, in tal caso ho indicato il cartello che ho appeso nella mia scuola ( Se credi che tuo figlio sia un fenomeno non portarlo qui, sarebbe sprecato) 

Ah già dimenticavo le borse di studio…. ma questo è un capitolo mooooolto delicato e complesso”  di SIMONETTA IGNELLI 

Dietro alla possibilità di mettersi alla prova per la gioia della danza, si nasconde spesso un business malsano.

Per esempio, esistono contesti in cui il Diploma, definito “passo d’addio“, costa alle famiglie quasi più di un battesimo: il costume di scena, i fiori, la festa al ristorante, le bomboniere, il regalo agli insegnanti, talvolta anche i partner con cui danzare (ingaggiati direttamente attraverso rinomate compagnie di balletto!).

Per non parlare delle Borse di Studio citate dalla signora Simonetta: spesso non sono altro che sconti e riduzioni per potersi iscrivere ad altri concorsi, stage, rassegne, dove probabilmente si vincerà una Coppa, una Targa o ancora “sconti” per un’altra iscrizione ad ulteriori Concorsi,  Stage, Rassegne dove si vincono ancora coppe, targhe, sconti… e così fino all’infinito! Il tutto categoricamente arricchito dal momento “foto ricordo con il personaggio di turno”, o dal  “Selfie con coppa”  da esibire sui Social con tanto di lista dei premi ricevuti.

E’ lecito partecipare a questi eventi perché danno pur sempre la possibilità di conoscere nuovi insegnanti, scoprire modi diversi di concepire la danza e imparare lo studio di quest’arte, ma bisogna saper fare delle distinzioni quando il Business non mira più ad “arricchire” gli aspiranti danzatori. 

Genitori e allievi, supportati da onesti insegnanti di danza, dovrebbero imparare a non esagerare nella ricerca di qualcosa che finisce solo sui Social, dentro una cornice, una bacheca o su una mensola.

In ultimo: è importante dare il giusto valore ai professionisti, o presunti tali, ingaggiati per questi eventi. Pur non essendo sinonimo di garanzia, è d’obbligo fare la differenza tra chi si è formato con percorsi di studio che hanno determinato concrete carriere sui palcoscenici del mondo e coloro i quali sono conosciuti per il numero di apparizioni in TV.

La triste realtà dei fatti dimostra invece che in alcuni casi sono proprio gli Organizzatori, i Genitori e le Scuole di Danza a non saper fare questa distinzione, accettando di pagare cifre esorbitanti per la presenza di un “nome” famoso, noncuranti dei contenuti di questo “nome”.

 Bisognerebbe domandarsi, dunque:

 chi sono i veri responsabili del malsano business che si nasconde dietro agli Eventi della danza?

By Mary Garret





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