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Gene Kelly e i Musical anni ’50

Alla fine del primo decennio del 1900 Hollywood (bosco di agrifogli), un piccolo villaggio della California, vede il suo destino intrecciarsi con il mondo del cinema e diventa il più grande centro dell’industria cinematografica di sempre.

Le Stars che vediamo al cinema sono l’emblema della recitazione sul grande schermo, ma ci siamo mai veramente soffermati a pensare su come si forma un attore? Tanto talento spesso comprende lo studio di altre discipline artistiche come il canto o, addirittura, la danza.

Se stessimo girando un film adesso sarebbe il momento perfetto per inserire un flashback ed è per questo che facciamo un balzo indietro negli scintillanti Musical degli anni ’50 dove uno straordinario Gene Kelly metterà in mostra le sue capacità: uno dei più completi performer che la storia del cinema abbia mai visto, in lui si incarnavano l’attore, il cantante, il ballerino.

Siamo a Parigi, dove un pittore squattrinato si innamora di una bellissima ragazza:Un americano a Parigi” (regia di Vincent Minnelli – 1951) questo il titolo di uno dei suoi film più famosi. Già dalle prime scene è presente la danza: la ragazza che farà perdere la testa a Gene Kelly viene descritta dal fidanzato e ad ogni aggettivo che lui le attribuisce lei balla enfatizzando il modo in cui è stata descritta. E’ una scena variopinta in cui la danza classica diventa elemento complementare alla recitazione: l’attrice indossa, infatti, le scarpe da punta.

Gene Kelly, incoraggiato dalla mamma a prendere lezioni di danza fin da bambino, mette in mostra tutte le sue doti di ballerino, evidenziando la sua maestria nel ballare il tip tap. L’agilità, la coordinazione e la musicalità dell’attore rendono difficile staccargli gli occhi di dosso per tutto il film. Lo stesso accadrà un anno dopo quando Kelly e Stanley Donen dirigono “Cantando sotto la Pioggia”.

In questa pellicola la danza prende davvero il sopravvento.

Gene Kelly, innamorato di una giovane Debbie Reynolds (scomparsa nel 2016), canta e balla sotto la pioggia bagnandosi dalla testa ai piedi.

E’ uno dei momenti in cui i piedi diventano strumento musicale grazie all’utilizzo del tip tap sul pavimento coperto di acqua che viene utilizzata, come accade anche con la sabbia o la carta, per enfatizzare i suoni dati dalle complesse combinazioni della tecnica di Tap. Per rendere l’idea di leggerezza il cameraman si alza insieme alla macchina da presa e segue Gene Kelly durante l’intera coreografia.

Questo film mette in evidenza l’ottima preparazione che i tre attori protagonisti dimostrano di avere nella danza così come nel canto.

Impossibile non ricordare la scena della canzone “Make ‘em laugh”, dove sarà Stanley Donen ad esprimere tutto se stesso in una coreografia divertente e alquanto ipnotica.

I due perfomers sono profondamente legati alla danza, Kelly nel 1932 aveva addirittura aperto una scuola di ballo nella quale insegnava e di Donen ricordiamo un’importante citazione in cui dice che <solo se pensi di aver esaurito le cose da fare, sei stupido> ricordando Diaghilev quando, rivolgendosi a Nijinsky, diceva: “Stupiscimi!”.

La danza ha imparato a farsi sempre più spazio sul grande schermo ed oggi abbiamo modo di rivedere elementi chiave tratti da vecchi film, sviluppati in film più recenti. Per esempio: in una scena del film “Cantando sotto la pioggia” Gene Kelly e Debbie Reynolds si esibiscono in un meraviglioso passo a due improvvisato su un palcoscenico vuoto, sulle note di “You were meant for me”. Con l’aiuto della scenografia, Gene Kelly, riesce a riprodurre un intimo tramonto sul fondale, la nebbia attraverso la macchina da fumo e la luce con un riflettore fisso su di loro. L’atmosfera è mozzafiato.

Nel 2016 con il film “La La Land” assistiamo ad una piacevole celebrazione dei vecchi Musical anni ’50 e infatti, proprio durante una delle scene più emblematiche sulle note della canzone “A lovely night”, possiamo rivivere il passo a due di Kelly/Reynolds con i protagonisti Ryan Gosling e Emma Stone. Questa volta a fare da sfondo, tra panchina e lampione, c’è la vera Hollywood al tramonto.  Clicca qui per Recensione “La La Land”

Di Valerio Lunadei

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con la collaborazione di Mary Garret

 

OMAGGIO A GENE KELLY “Aurora Tap” 





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