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Le Petizioni “ballerine”

E’ da alcuni anni, ormai, che ogni diatriba sulle questioni della danza italiana passa per una petizione Change.org e simili.

Prendiamo l’ultimo esempio: la richiesta di una regolamentazione sull’Insegnamento della danza.
La petizione è sostenuta da coloro che sostengono la seguente tesi:

un docente di danza, per poter insegnare e avere una scuola, deve conseguire un Esame di Stato presso l’unico Ente abilitato in Italia (Accademia Nazionale di Danza – Roma). Clicca qui > Petizione in Oggetto

Ma l’articolo 33 della Costituzione recita: L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. /  Art.33

Quelli che portano avanti questa battaglia a volte sono gli stessi che, in molti casi, non hanno mai danzato come professionisti e quindi non hanno potuto sperimentare sul campo ciò per cui si sono istruiti e ciò per cui pretendono istruzione dagli altri.
I princìpi sui quali fondano il loro pensiero sarebbero corretti se ricordassero che: essere diventati un grandi ballerini non è sinonimo di garanzia nell’insegnamento, come non lo è neanche l’aver preso un Diploma certificato da un Esame di Stato.

Inoltre, quale Diploma e quale Scuola può davvero certificare che l’Insegnamento della danza possa essere affidato a chi il mestiere non l’ha mai fatto?

Se poi il problema si riduce all’ostacolare il nascere di “scuole di danza come funghi“, allora il discorso diventa più ampio e sarebbe opportuno aggiungere altre richieste. Per Esempio:
le scuole di danza d’Italia hanno sempre sale ballo con metratura e pavimentazione adeguati alla tecnica? Siamo sicuri che gli spazi, l’altezza del soffitto e l’ampiezza del campo visivo siano consoni all’esigenza dell’arte coreutica? Nelle scuole di danza sono presenti Psicologi che controllano il linguaggio “accademico” usato dagli insegnanti? Le scuole di danza si avvalgono sempre della collaborazione di Staff Medici come Ortopedici, Masso Fisioterapisti e Nutrizionisti?
Questi argomenti non vengono mai citati nelle petizioni.

Volendo essere coerenti con quello che si chiede si dovrebbe fare una bella scrematura di persone che:
A) Hanno conseguito l’esame di stato che li abilita all’insegnamento della danza ma non hanno mai fatto una carriera come danzatori professionisti.
B) Sono danzatori professionisti ma non hanno conseguito un Esame di Stato che li abiliti all’insegnamento della danza.
C) Quelli del punto A che possiedono o insegnano in una scuola che non ha le caratteristiche strutturali, né uno Staff medico, atti a tutelare la salute dei giovani allievi.
D) Quelli del punto B che possiedono o insegnano in una scuola che non ha le caratteristiche strutturali, né uno Staff medico, atti a tutelare la salute dei giovani allievi.

Dopo questa scrematura, forse, si potrebbe iniziare a parlare seriamente di un cambiamento nel sistema della danza italiana. 

La libertà di scelta sul mercato offre la garanzia migliore a patto che ci siano gli elementi che tutelino davvero la salute dei minori e, purtroppo, le Petizioni che circolano in rete sono spesso sostenute da chi non può dare queste garanzie, almeno non tutte insieme.

Sarebbe opportuno produrre un Regolamento Generale utile ad indottrinare sulle regole “Comportamentali” come fondamento nell’arte dell’Insegnamento della danza, a qualsiasi livello essa si svolga.

Tutto il resto è, né più e né meno, lo stesso business per il quale si grida allo scandalo.

Mary Garret *

(Ph.Daniela Rende)

*Si ringraziano tutti gli utenti che, con i loro commenti sui Social, hanno ispirato questa riflessione.





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