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I saggi di Danza (parte 1)

 

Come per ogni percorso formativo anche le Scuole di Danza preparano i Saggi di fine anno.

Il Saggio è uno dei momenti più magici per i giovani che si approcciano a questa disciplina artistica. E’, infatti, nel giorno del primo Saggio che si calca il palcoscenico di un Teatro e si comprende cosa significa danzare di fronte a centinaia di persone che ci guardano.

Al Saggio si indossa l’amato tutù, ci si può truccare con i colori più sgargianti, si passa l’intera giornata in teatro per le prove, guardando gli altri gruppi stando comodamente seduti in platea e facendo pic nic accampati per terra nei corridoi.

I Saggi di danza portano con sé un bagaglio emozionale che difficilmente verrà cancellato dalla memoria di chiunque ne abbia fatto anche soltanto uno nella propria vita.

Questo è l’aspetto “sano” di ciò che la parola Saggio di danza evoca nella mente di genitori, allievi e insegnanti.

Ma cosa accade quando guardiamo più attentamente?

Si può scoprire che spesso, dietro ai Saggi di fine anno, si nascondono competizione e business.

Può capitare, infatti, che i genitori vengano chiamati a spendere molti soldi per la realizzazione dei costumi che verranno comprati o affittati, la quota di partecipazione e/o l’acquisto dei biglietti, delle fotografie e del video dello spettacolo. Il tutto giustificato dall’affitto di un Teatro, con spese annesse, che non sempre vengono rese pubbliche.

La preparazione di un saggio richiede tempo e scegliere di non partecipare significa essere esclusi dalle ore di danza in cui si preparano le “coreografie” da presentare sul palco nel giorno del saggio/spettacolo. Così la scelta non è più una scelta ma una tacita imposizione a cui si aderisce con tutti i più buoni propositi, focalizzandosi sul fine ultimo: imparare l’arte coreutica.

Spiegheremo cos’è una “coreografia”, ma limitatamente a questo articolo basterà dire che è quel momento di danza in cui i gruppi si esibiscono danzando. La parte creativa dell’insegnante è stimolata a tal punto da rendere il momento coreografico, uno dei più interessanti e prolifici del percorso, se non fosse per l’aspetto competitivo che spesso si cela dietro la realizzazione dello spettacolo.

Da metà anno scolastico in poi scatta la corsa alla scelta della musica più originale, dei passi più originali, dei costumi più originali, delle storie più originali. Si è in competizione con gli altri insegnanti, le altre scuole, persino con le proprie coreografie presentate negli anni passati!

Può capitare, quindi, che il “magico” momento del saggio si trasformi in un periodo in cui si accumulano stress, tensioni, ansie da prestazione, debiti economici, frustrazioni, compromessi. 

Riflettendo sulle due facce della medaglia dei tanto desiderati e temuti Saggi di Fine Anno, torneremo ad analizzare i comportamenti di genitori, insegnanti, allievi e direttori di scuole di danza.

By Mary Garret





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